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TuttApposto, dal cinema alla realtà: ecco l’App che dà i voti ai prof!

vert tuttapposto webQuella che all’apparenza può sembrare una scanzonata commedia all’italiana, nasconde, e in maniera neanche troppo velata, una critica sociale contro nepotismo, baronaggio, corruzione, assenteismo e sessismo. “Ed è così – come dice lo stesso Roberto Lipari, alla sua prima esperienza sul grande schermo con TuttApposto di cui è protagonista e sceneggiatore - che il mondo universitario diventa sineddoche di un sistema di potere”, applicabile e replicabile in tutti gli ambiti, che vive e si autoalimenta nell’affermazione del più forte sul più debole.

Roberto è il figlio del rettore dell’Università di Borbona sicula, fantomatica cittadina siciliana, governata da una dinastia di docenti accomunati da uno stesso cognome, Mancuso, e ovviamente tutti imparentati tra loro. La carriera universitaria di Roberto fila liscia, tra sfilze di 30 e lode, esami concordati, favoritismi e “saluti a papà”. A lottare contro il sistema, uno sparuto gruppo di giovani che, armati di striscioni e picchetti, organizzano manifestazioni pro meritocrazia. Ma a svegliare il giovane universitario dal torpore di una vita da privilegiato ci penserà Irina, studentessa Erasmus, finita nella cittadina sicula proprio a causa di una raccomandazione. 

Per dimostrare alla giovane la sua estraneità al sistema, Roberto lascia la casa natia per crearsi un futuro da solo. Lavorando in una friggitoria gestita da un eccezionale Sergio Friscia, Roberto avrà l’illuminazione: se le recensioni su TripAdvisor sono fondamentali per la buona riuscita dell’attività, perché non traslare il meccanismo anche al contesto universitario, inventando un App che permetta di dare i voti ai prof? Ed è così che la logica del potere si ribalta, come nel paradigma hegeliano servo/padrone, e da vittime, gli studenti si trasformano in carnefici, costringendo l’intero corpo docente a rigare dritto, tenendo persino delle vere lezioni! Ma si sa – e la citazione ci sta tutta - "da un grande potere derivano grandi responsabilità" e la smania di potere è un virus a cui nessuno è immune!

Quel che succede poi è un susseguirsi di eventi che condurranno lo spettatore al finale che non è per nulla scontato, e – come ha affermato in conferenza stampa lo stesso sceneggiatore Paolo Pintacuda – “il film non poteva finire altrimenti, perché la storia ti porta in una direzione obbligata…”

TuttAposto, diretto da Gianni Costantino, è un film originale, senza troppe pretese, con un buon ritmo e che riesce a trattare temi di grande attualità con intelligenza e arguzia. Ottima l’interpretazione di Lipari, che non soffre l’esordio, ma anzi mostra l’esperienza di anni di gavetta nei teatri siciliani, sulle orme di Ficarra e Picone, “padrini di battesimo” e compagni di avventura, seppur dietro le quinte, di Roberto.

ZingarettiRuggero 11Il film ha un cast di tutto rispetto: da Luca Zingaretti che veste i panni del rettore a  Silvana Fallisi che interpreta una fin troppo stereotipata mamma del Sud, assoggettata alla grandezza del marito, che cucina torte, ma che è anche sprone costante per il figlio, fino a Ninni Bruschetta e Paolo Sassanelli, ovvero i due prof Mancuso, e Monica Guerritore nelle vesti del Ministro. Simpatico anche il cameo de I quattro gusti.

TuttApposto non è solo il titolo del film, ma è anche il nome dell’App che permette, nella vita reale, di dare  i voti ai prof. Può essere scaricata gratuitamente su Playstore e Appstore e, a poco più di 24 ore dall’uscita del film, conta già migliaia di download!