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Mercoledi, 19 dicembre 2018 ore 05:22
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Biodiversità e gastronomia, Unipa presenta STAL, il nuovo corso di laurea in Scienze e tecnologie agroalimentari

Stal Scienze e Tecnologie Agroalimentari UniPa

"Dal Campo alla Tavola, usando le Scienze": questo il motto del nuovo corso di laurea STAL-Scienze e Tecnologie AgroAlimentari, che abbraccia discipline che vanno dallo studio delle biodiversità alla gastronomia. Non più di 75 allievi, tre anni, 19 esami, numerosi laboratori e stage. Il neo-corso di laurea nasce in una regione, la Sicilia, che è al centro della storia culturale, agricola e alimentare del bacino del Mediterraneo da almeno 25 secoli e che, in quest’area, assurge a dimensione e valenza paradigmatiche. La cultura agroalimentare e gastronomica siciliana, frutto di una serie straordinaria di contaminazioni culturali di diversa origine è, infatti, al centro delle politiche di sviluppo regionali e il sistema agricoltura di qualità-territorio-cultura-gastronomia è, da tutti gli indicatori economici e nelle scelte politiche di governo, considerato uno dei punti di forza dell'economia dei paesi dell'area mediterranea. L’unicità della cultura agroalimentare siciliana è testimoniata dallo stesso Liber de coquina, il più antico dei testi medioevali sulla cucina, attribuito a Federico II di Svevia. In esso, la cultura gastronomica della fastosa cucina della corte palermitana, ben radicata nel territorio, ricca di influssi arabi filtrati attraverso la mediazione normanna e sveva, si svela come la prima cultura gastronomica ‘italiana’, quella che all’inizio del XIV secolo si affermò in tutte le corti italiane. Partendo da questo presupposto, il corso di ‘Scienze agroalimentari e gastronomiche’ abbraccia una dimensione che va al di là di quella europea con l'ambizione di sviluppare uno scambio sempre più intenso con le altre culture mediterranee con le quali da sempre la Sicilia vive in uno stato di continua osmosi culturale. Fin dal titolo, il Corso si propone di sviluppare una sintesi tra le scienze agroalimentari e quelle gastronomiche che significa, poi, voler legare la tradizione con l’innovazione, la cultura, anche materiale, con la tecnologia, sottolineando l’imprescindibile unicità di una filiera, quella agroalimentare, che dal campo arriva alla tavola. In altre parole occorre fare in modo che from field to fork non rimanga solo uno slogan, ma divenga un progetto formativo concreto.

La complementarietà tra le Scienze alimentari e gastronomiche è evidente lungo tutto il percorso formativo che prevederà discipline specifiche sulla biochimica della nutrizione, sulla fisiologia della nutrizione umana, sulla nutraceutica e i cibi funzionali, sulla storia dell’alimentazione e la semiotica della gastgronomica, oltre che laboratori di gastronomia, analisi sensoriale degli alimenti e comunicazione del cibo. Questo a valle di una solida preparazione di base e dopo aver approfondito in un’ottica di filiera i sistemi produttivi e le tecnologie alimentari.
In definitiva, la chiave di lettura del corso che si propone è la multidisciplinarietà, l’idea di poterne far discendere diversi percorsi di possibile specializzazione nelle lauree magistrali, per rispondere a un’esigenza chiara di un settore produttivo che in Italia e nel bacino del Mediterraneo è tra i pochi a svilupparsi e, forse, l’unico a poter garantire sviluppo diffuso e ramificato.
Partner istituzionali e imprenditoriali del corso saranno Enti come l’Istituto Zooprofilattico della Sicilia, che dispone di laboratori attrezzati per l’analisi degli alimenti, l’Istituto Regionale della Vite e dell’Olio, responsabile della certificazione di qualità delle produzioni agroalimentari siciliane e altre imprese e strutture, di valenza nazionale e internazionale, destinate ai percorsi di stage e tirocinio degli studenti.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI CONSULTA LA SCHEDA INFORMATIVA SUL SITODELL'UNIVERSITÀ DI PALERMO

 

Tags: LdF News