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Sabato, 18 agosto 2018 ore 02:44
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Libertà di Frequenza
 

Al campus tecnologia, ricerca ed energia. Inaugurato un mega impianto che catturerà il sole

inaugurazioneDishStirlingUn nuovo concentratore solare che converge l’energia solare e la trasforma in energia elettrica, all’interno del campus universitario di viale delle Scienze è stato presentato in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 2017/2018 dal rettore Fabrizio Micari. L’impianto ad alta tecnologia è basato sullo sfruttamento della radiazione solare concentrata (CSP Concentrating Solar Power) che impiega l'energia rinnovabile del sole per convertire la luce in calore ed energia elettrica in modo simile a quello che farebbe un pannello fotovoltaico o un collettore solare. La luce solare concentrata dagli specchi riscalda un motore Stirling in grado di effettuare la conversione in energia meccanica che inviata ad un alternatore viene infine trasformata in energia elettrica. Quattro volte più potente di un normale impianto fotovoltaico, in poco più di cento metri quadrati tutta la potenza dei raggi solari convergono su un punto, detto “fuoco”. Il dispositivo è l'unico esempio di queste dimensioni in Europa e sarà il primo nel mondo ad essere connesso alla rete elettrica riuscendo ad alimentare l’intero dipartimento di Ingegneria.
In pratica coi suoi 33 chilowatt di potenza potrebbe soddisfare la domanda di energia elettrica di 40 famiglie.
“L'impianto rappresenta la frontiera delle tecnologie per quanto riguarda le energie rinnovabili, si tratta di un sistema a concentrazione solare, un dispositivo green che sfrutta l'energia rinnovabile del sole per convertirla in energia - spiega Valerio Lo Brano, presidente del corso di laurea magistrale in Ingegneria energetica e nucleare e docente di Solar energy systems -. In questo caso la luce solare concentrata riscalda un cosiddetto motore Stirling che a sua volta produce elettricità. Il concentratore quindi fornisce energia elettrica senza operare alcuna combustione, senza produrre polveri o fumi, senza trasmettere o ricevere radiofrequenze, senza inquinare l'aria, l'acqua o il suolo. Un vanto per l'Università di Palermo che ospita questo prototipo e per la città di Palermo”.
Il progetto è stato portato avanti da imprese siciliane e svedesi. L’Ateneo ha sostenuto tutte le fasi progettuali e prestato collaborazione per i necessari step di installazione.
“L'impianto ci consentirà di produrre energia ma è molto più potente rispetto ad impianti simili che sono stati installati in Europa – aggiunge Vincenzo Di Dio, Energy manager dell'Università e presidente dell'Ordine degli ingegneri di Palermo -. Sfrutteremo dei cascami termici per cui l'impianto fornirà acqua calda sanitaria e il riscaldamento per alcuni ambienti del campus e l'integrazione dell’impianto con sistemi di storage elettrico e geotermico, ovvero sonde nel terreno per immagazzinare calore. La combinazione di tutte queste opzioni apre la strada allo studio e all’elaborazione di nuovi modelli di gestione dell’energia. Si tratta di una tecnologia già abbastanza matura, che noi possiamo migliorare e integrare”.

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Pubblicato da Libertà di Frequenza - ldf.unipa.it su mercoledì 15 novembre 2017