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Dottorato Internazionale in "Pluralismi giuridici", inaugurazione il 12 marzo

volte Chiesa Sant Antonio Abate Steri PalermoVerrà inaugurato giovedì 12 marzo alle 11, nella Chiesa di Sant’Antonio Abate (nella foto la volta della chiesa), presso il complesso Steri, il Dottorato Internazionale in "Pluralismi giuridici. Prospettive antiche e attuali" dell'Università di Palermo. Il percorso formativo è in regime di co-tutela di tesi e prevede il rilascio del doppio titolo con l'Université Panthéon-Assas Paris II. Saranno presenti i Rettori dei due Atenei e della Directrice du Doctorat internationale en co-tutelle de l'Université Panthéon-Assas Paris II, Emmanuelle Chevreau. Dopo i saluti e dopo una presentazione del Dottorato da parte del coordinatore, il professore Giuseppe Falcone, seguirà la relazione inaugurale del professore Aldo Schiavone, dell’Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze, sul tema: “Imperi globali e ordine del mondo. Forme storiche del pluralismo giuridico e ruolo del giurista fra antico e moderno”.
La stipula della Convenzione di co-tutela di tesi è il coronamento di una pregressa cooperazione tra i gruppi di ricerca romanistici dei due Atenei, che ha visto negli scorsi anni lo svolgimento di più corsi comuni tra il Dottorato in “Discipline romanistiche” e il percorso “Master II en Droit romain” dell’Università parigina, l’instaurazione di partnership in progetti di ricerca internazionali, la collaborazione in opere collettanee. I dottorandi italiani e francesi iscritti in regime di co-tutela prepareranno la loro tesi presso le due sedi universitarie, sotto la direzione di due direttori di ricerca e con una permanenza di almeno 12 mesi presso l’Università-partner. Il Dottorato è articolato nei due curricula “Diritto romano e diritto pubblico interno e sovranazionale” e “Diritto privato europeo”. Il percorso si propone di preparare sia giuristi orientati verso la carriera scientifica e accademica sia professionisti (giudici, avvocati, operatori giuridici d'impresa e di mercati) chiamati sempre più, nel loro esercizio quotidiano,  ad orientarsi con consapevolezza e senso critico di fronte all’intreccio di fonti, interventi giurisdizionali, pratiche di regolamentazione, proprio della dimensione del pluralismo e della globalizzazione.